Gli sconvolgimenti causati dalla pandemia COVID-19, i conflitti geopolitici e la crisi del costo della vita hanno alterato significativamente l’assistenza oncologica globale, complicando la prevenzione e il trattamento del cancro. Il calo dell’Indice di Sviluppo Umano (ISU) globale, osservato tra il 2020 e il 2022, riflette l’impatto di queste crisi e suggerisce possibili diseguaglianze negli outcome oncologici, spesso evidenti nell’aumento del rapporto mortalità-incidenza (MIR), utilizzato come misura della sopravvivenza e dell’equità degli esiti oncologici.

Un recente studio pubblicato su JAMA Network Open ha utilizzato i dati del Global Cancer Observatory (GLOBOCAN) 2022 per analizzare la distribuzione e le proiezioni demografiche fino al 2050 di 36 tipi di cancro per età, sesso e regione geografica. Gli indicatori principali includevano l’incidenza, la mortalità, la prevalenza e il MIR, calcolati secondo gli standard globali. Le proiezioni sono state effettuate assumendo tassi di incidenza e mortalità costanti.
I dati ci dicono che nel 2022 si sono registrati circa 20 milioni di nuovi casi di cancro, e si stima che entro il 2050 tale numero raggiungerà i 35,3 milioni (+76,6%). I decessi annuali per cancro dovrebbero passare da 9,7 a 18,5 milioni (+89,7%). La prevalenza di 178,9 casi per 100.000 persone nel 2022 evidenzia un carico crescente di pazienti oncologici a livello globale, con il cancro al polmone che si conferma il principale tipo di cancro in termini di incidenza e mortalità. Le stime evidenziano anche disparità significative nel carico oncologico tra i Paesi: entro il 2050, nei Paesi a basso ISU si prevede un incremento del 142,1% dei nuovi casi di cancro e del 146,1% dei decessi rispetto a un incremento del 41,7% e del 56,8% nei Paesi ad alto ISU.
Lo studio evidenzia come le disparità legate al cancro siano determinate da molteplici fattori socioeconomici, tra cui il livello di ISU, le disuguaglianze di genere e l’accesso ai servizi sanitari. È stato osservato che i maschi presentano un tasso di incidenza e mortalità superiore rispetto alle femmine, verosimilmente dovuto a un’interazione complessa di fattori di rischio modificabili (es. fumo, alcol) e a una partecipazione minore ai programmi di prevenzione e screening. Le proiezioni segnalano un aggravamento di queste disuguaglianze fino al 2050.
È pertanto necessaria una strategia sanitaria globale rafforzata per garantire un accesso equo ai trattamenti e migliorare i tassi di sopravvivenza nei Paesi a basso e medio reddito. L’implementazione della copertura sanitaria universale e l’espansione dei programmi di screening possono rappresentare misure efficaci per attenuare il crescente divario nel carico oncologico globale.
Fonti:
- 1. Bizuayehu HM, Ahmed KY, Kibret GD, Dadi AF, Belachew SA, Bagade T, Tegegne TK, Venchiarutti RL, Kibret KT, Hailegebireal AH, Assefa Y, Khan MN, Abajobir A, Alene KA, Mengesha Z, Erku D, Enquobahrie DA, Minas TZ, Misgan E, Ross AG. Global Disparities of Cancer and Its Projected Burden in 2050. JAMA Netw Open. 2024 Nov 4;7(11):e2443198. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2024.43198.





