
Benzodiazepine e sedativi ipnotici sono farmaci comunemente usati per trattare l’insonnia. Poiché però questi farmaci aumentano il rischio di cadute, deterioramento cognitivo e causano dipendenza, in particolare nelle persone anziane e nei pazienti più vulnerabili, le raccomandazioni cliniche ne incoraggiano la sospensione guidata da medici. L’uso cronico di questi farmaci resta però diffuso, soprattutto tra gli anziani. Le ragioni? Dipendenza fisica e psicologica, paura di ricadere nell’insonnia e una generale mancanza di consapevolezza su rischi e sulle alternative farmacologiche e non farmacologiche a queste terapie. Anche gli operatori sanitari, dal canto loro, riferiscono una conoscenza limitata delle alternative a benzodiazepine e sedativi ipnotici, una mancanza di chiarezza sui danni di questi trattamenti e prove insufficienti sulle strategie ottimali per sostenerne la diminuzione e/o interruzione. In risposta a questi problemi, una nuova revisione sistematica e metanalisi, pubblicata sul BMJ, ha analizzato l’efficacia comparativa delle strategie per facilitare il “deprescribing” di questa tipologia di far maci, offrendo una panoramica delle evidenze disponibili fino ad agosto 2024.
Il termine deprescribing indica un processo clinico strutturato e supervisionato volto alla riduzione, sospensione o sostituzione di uno o più farmaci in uso da parte di un paziente, quando questi risultano non più necessari, potenzialmente inappropriati o dannosi. Si tratta di una pratica essenziale della medicina personalizzata, finalizzata a ottimizzare la terapia farmacologica, migliorare la qualità della vita e prevenire eventi avversi da farmaci, soprattutto nei pazienti anziani o che assumono più farmaci in contemporanea.
Lo studio del BMJ ha incluso 49 trial randomizzati per un totale di oltre 39.000 pazienti. Le strategie analizzate spaziavano dalla riduzione graduale alla terapia cognitivo-comportamentale, passando per interventi educativi rivolti a pazienti e medici, revisione farmacologica, mindfulness, colloqui motivazionali e supporto da parte di farmacisti.
I risultati mostrano che tre interventi, supportati da evidenze a bassa certezza, possono aumentare il numero di pazienti che riescono a sospendere la terapia:
- l’educazione del paziente può aumentare la proporzione di soggetti che sospendono l’uso di benzodiazepine e sedativi di circa 14% (intervallo di confidenza al 95%: 6%-25%);
- la revisione farmacologica potrebbe produrre un incremento di circa il 10% (IC 95%: 3%-19%);
- un intervento educativo condotto dal farmacista potrebbe risultare ancora più efficace, con un aumento stimato del 49% circa (IC 95%: 23%-93%).
Le evidenze di certezza moderata indicano che l’educazione del paziente probabilmente non ha alcun effetto rilevante sulla funzionalità fisica, sulla salute mentale o sui sintomi e segni dell’insonnia. Non sono disponibili dati per valutare questi esiti nel caso della revisione farmacologica e dell’intervento educativo del farmacista.
Non sono state riscontrate evidenze convincenti sull’efficacia di altri interventi nel favorire la sospensione dei farmaci. Inoltre, non è emersa evidenza di certezza moderata o alta che suggerisca un aumento dei tassi di abbandono associato a uno qualsiasi degli interventi esaminati.
Infine, le evidenze di bassa certezza suggeriscono che interventi multimodali (ossia composti da più componenti) potrebbero essere più efficaci rispetto a interventi basati su una sola strategia nel facilitare la dismissione dei benzodiazepenici e sedativi ipnotici.
Questo lavoro rientra nell’ambito del progetto BMJ Rapid Recommendations, che mira a colmare le lacune nelle evidenze per la pratica clinica. Gli autori sottolineano quindi l’urgenza di studi di alta qualità per validare e ottimizzare le strategie più promettenti, e suggeriscono che interventi centrati sul paziente e supportati da team multidisciplinari, possano rappresentare una via concreta per ridurre l’utilizzo cronico dei benzodiazepinici e sedativi ipnotici nella popolazione generale.
Fonte:
- Zeraatkar D, Nagraj SK, Ling M, et al. Comparative effectiveness of interventions to facilitate deprescription of benzodiazepines and other sedative hypnotics: systematic review and meta-analysis. BMJ 2025;389:e081336. doi:10.1136/bmj-2024-081336

