Deprescribing

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Il termine deprescribing indica un processo clinico strutturato e supervisionato volto alla riduzione, sospensione o sostituzione di uno o più farmaci in uso da parte di un paziente, quando questi risultano non più necessari, potenzialmente inappropriati o dannosi. Si tratta di una pratica essenziale della medicina personalizzata, finalizzata a ottimizzare la terapia farmacologica, migliorare la qualità della vita e prevenire eventi avversi da farmaci, soprattutto nei pazienti anziani o polimedicati.

Il deprescribing si basa su una valutazione clinica integrata che considera lo stato di salute del paziente, le sue preferenze, l’aspettativa di vita, i benefici attesi dei farmaci in uso, e i rischi legati a interazioni, duplicazioni terapeutiche, effetti collaterali o decadimento cognitivo e funzionale. Il processo include:

  • la revisione periodica della terapia farmacologica;
  • l’identificazione dei farmaci potenzialmente inappropriati;
  • la pianificazione della sospensione, graduale e monitorata;
  • il coinvolgimento attivo del paziente e/o caregiver nella decisione.

Oltre a ridurre il rischio di eventi avversi e inappropriatezza prescrittiva, il deprescribing può contribuire a migliorare l’aderenza terapeutica, semplificando i regimi farmacologici, riducendo il carico complessivo di pillole (pill burden) e aumentando la comprensibilità e l’accettabilità della terapia da parte del paziente. Ciò è particolarmente importante nella gestione delle malattie croniche.

L’obiettivo del deprescribing non è “eliminare farmaci”, ma garantire che ogni trattamento sia clinicamente giustificato, tollerabile e proporzionato alla condizione e agli obiettivi di cura del paziente.

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