Intelligenza artificiale e lavoro clinico: gli “AI scribes” riducono il tempo burocratico e aumentano l’efficienza

Un recente studio pubblicato su JAMA analizza l’impatto degli “AI scribes”, strumenti di intelligenza artificiale progettati per supportare la documentazione clinica, sul lavoro quotidiano dei professionisti sanitari. La ricerca, condotta su oltre 8.500 clinici in cinque grandi centri accademici statunitensi, offre evidenze interessanti sull’evoluzione del rapporto tra tecnologia, tempo clinico e qualità dell’assistenza.

Uno dei problemi più rilevanti nella pratica sanitaria contemporanea è il carico legato alla compilazione delle cartelle cliniche elettroniche (EHR), che può sottrarre tempo significativo alla relazione con il paziente e contribuire al burnout. In questo contesto, gli AI scribes si propongono come una soluzione scalabile rispetto agli scribi umani, automatizzando la trascrizione e la strutturazione delle informazioni cliniche.

Lo studio evidenzia che l’adozione di questi strumenti è associata a una riduzione media di circa 13,4 minuti nel tempo totale trascorso sui sistemi EHR e di 16 minuti nel tempo dedicato alla documentazione, per ogni 8 ore di attività clinica.

Si tratta di una diminuzione moderata ma significativa, che indica un alleggerimento del carico amministrativo.

Parallelamente, si osserva un lieve aumento della produttività: i clinici che utilizzano AI scribes effettuano in media 0,5 visite in più a settimana. Questo dato suggerisce che il tempo risparmiato può essere in parte reinvestito nell’attività assistenziale, migliorando potenzialmente l’accesso alle cure.

Tuttavia, non emerge una riduzione significativa del lavoro svolto al di fuori dell’orario previsto (il cosiddetto “work outside work”), segno che il tempo liberato dalla documentazione potrebbe essere redistribuito su altre attività cliniche, come la revisione dei dati o la gestione delle comunicazioni con i pazienti.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda la variabilità dei benefici tra i diversi gruppi di professionisti. I vantaggi risultano maggiori per i medici di medicina generale, per i professionisti sanitari avanzati e per le donne. Inoltre, chi utilizza gli AI scribes in modo più intensivo (in almeno il 50% delle visite) ottiene risultati ancora più significativi, sia in termini di riduzione del tempo sia di aumento della produttività.

Dal punto di vista economico, lo studio stima un incremento medio di circa 167 dollari mensili per clinico, legato all’aumento delle prestazioni erogate e alla migliore documentazione. Sebbene si tratti di un valore contenuto, rappresenta un primo indicatore del potenziale ritorno dell’investimento.

Gli autori sottolineano che i risultati, pur promettenti, devono essere interpretati con cautela: lo studio è osservazionale e condotto in contesti accademici, quindi potrebbero non riflettere pienamente altre realtà sanitarie. Inoltre, restano aperte questioni importanti, come l’impatto sulla qualità della documentazione, sulla relazione medico-paziente e sui processi formativi, soprattutto per i medici in formazione.

Nel complesso, la ricerca conferma che l’intelligenza artificiale può contribuire a ridurre il carico burocratico e a migliorare l’efficienza organizzativa, ma evidenzia anche la necessità di accompagnare queste innovazioni con adeguati modelli organizzativi, formazione e valutazioni di lungo periodo.

Per i sistemi sanitari, inclusi quelli regionali e nazionali, gli AI scribes rappresentano quindi una leva strategica da considerare non solo in termini tecnologici, ma anche come opportunità per ripensare il tempo clinico e valorizzare maggiormente la relazione di cura.

Fonte:

Rotenstein L, Holmgren A, et al. Changes in Clinician Time Expenditure and Visit Quantity With Adoption of Artificial Intelligence–Powered ScribesA Multisite Study. JAMA Network, April 1, 2026