
Le revisioni sistematiche rappresentano uno degli strumenti principali per sintetizzare le evidenze scientifiche disponibili, contribuendo alla base conoscitiva per prendere decisioni evidence-based in materia di sanità pubblica e pratica clinica. Tuttavia, la loro integrità è oggi minacciata da un fenomeno in crescita: la contaminazione da parte di articoli scientifici fabbricati artificialmente, noti come paper mill articles. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su JAMA Network Open da Gengyan Tang (University of Calgary, Canada) e Hao Cai (Chongqing Medical University, Cina), che ha analizzato l’infiltrazione di questi articoli fraudolenti all’interno delle revisioni sistematiche in ambito life sciences tra il 2013 e il 2024.
L’indagine ha valutato 200.000 revisioni sistematiche indicizzate nel database Web of Science (WoS), verificando la presenza di citazioni a pubblicazioni ritrattate perché riconosciute come prodotte da paper mill. Queste entità commerciali sono responsabili della generazione seriale di articoli scientifici fittizi, spesso corredati da dati falsificati, immagini manipolate e riferimenti creati ad arte per aumentare visibilità e credibilità.
Incrociando le revisioni con il dataset di Retraction Watch (61.932 articoli ritrattati, di cui 10.409 riconducibili a paper mill) gli autori hanno identificato 299 revisioni sistematiche contaminate, ossia contenenti almeno un articolo paper mill ritrattato incluso nella sintesi delle prove (meta-analisi o sezione dei risultati in revisioni narrative). La prevalenza di contaminazione riscontrata per quanto ancora bassa (pari allo 0,15%) è in costante aumento.
Diciassette revisioni sistematiche risultavano pesantemente contaminate (almeno tre articoli paper mill inclusi), e cinque di queste ne includevano cinque o più. Tutte erano state pubblicate in riviste considerate accademicamente discutibili, quattro delle quali appartenenti al gruppo MDPI o a editori con tassi elevati di autocitazione. Alcune di queste revisioni sono state citate in altri articoli scientifici, una addirittura in una norma federale statunitense riguardante la salute dei lavoratori esposti al World Trade Center, sottolineando il potenziale impatto regolatorio di evidenze scientifiche compromesse.
Nel dettaglio, l’85,6% delle revisioni contaminate conteneva una singola citazione ritrattata, ma in 43 casi (14,4%) ne venivano inclusi due o più, con un caso estremo che riportava ben 13 articoli paper mill. Un dato particolarmente critico è che il 32,2% delle citazioni è avvenuto dopo la ritrattazione degli articoli, e in 13 casi a più di 500 giorni di distanza, a indicare che la ritrattazione degli articoli dei paper mill non segna necessariamente la fine del loro ciclo di vita in termini di citazioni.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica, gli autori affiliati alle revisioni contaminate provenivano da 52 Paesi: la maggioranza (36,6%) era affiliata a istituzioni cinesi, seguiti da autori statunitensi (7,7%), iraniani (7,4%), italiani (7,4%) e indiani (3,7%). A livello continentale, l’Asia rappresentava il 56,2% delle affiliazioni, seguita dall’Europa (27,1%).
In tema di ambiti disciplinari coinvolti, la contaminazione si è concentrata principalmente in oncologia (16,1%), medicina interna e generale (8,7%), biochimica e biologia molecolare (7,7%), neuroscienze (5,4%) e biologia cellulare (5%). Tuttavia, sono state riscontrate revisioni contaminate in 52 aree scientifiche su 76 analizzate.
Gli autori dello studio riconoscono alcune limitazioni metodologiche: la possibile sottostima del fenomeno a causa della presenza di articoli fraudolenti non ancora ritrattati o non etichettati come tali, e la mancata valutazione dell’effettiva influenza degli articoli fraudolenti sui risultati finali delle revisioni.
La ricerca di Tang e Cai documenta, per la prima volta su larga scala, l’infiltrazione dei paper mill nelle revisioni sistematiche delle life sciences. Pur rimanendo per ora contenuta in termini assoluti, lo studio sottolinea la necessità urgente di strumenti di screening automatizzati e di una maggiore vigilanza da parte di editori, peer reviewer e autori. Le revisioni sistematiche contaminate andrebbero corrette o ritirate, specialmente se pesantemente influenzate da articoli fraudolenti ed è necessaria una risposta coordinata da parte della comunità accademica per preservare l’affidabilità di questi importanti strumenti e il processo decisionale clinico e regolatorio che da esse dipende.
Fonte:
Tang G, Cai H. Citation Contamination by Paper Mill Articles in Systematic Reviews of the Life Sciences. JAMA Netw Open 2025;8(6):e2515160.

