
Una revisione sistematica con meta-analisi dose-risposta, recentemente pubblicata su The Lancet Public Health, ha analizzato la relazione tra il numero quotidiano di passi e una vasta gamma di esiti di salute negli adulti, fornendo nuove evidenze per la definizione di raccomandazioni basate sul conteggio dei passi. Lo studio, condotto da un consorzio internazionale coordinato dall’Università di Sydney, ha incluso 57 studi prospettici su 35 coorti, con 31 studi inclusi nelle meta-analisi quantitative.
Lo scopo primario della revisione era valutare l’associazione dose-risposta tra il numero di passi giornalieri, misurati da dispositivi indossabili (accelerometri, pedometri, smartwatch), e nove esiti di salute: mortalità per tutte le cause, incidenza e mortalità per malattie cardiovascolari e cancro, incidenza di diabete tipo 2, demenza, sintomi depressivi, cadute e funzione fisica. Un obiettivo secondario era esplorare l’associazione tra la cadenza (intensità del passo) e tali esiti.
Una delle principali evidenze emerse da questa meta-analisi riguarda la relazione tra l’incremento dei passi quotidiani e la riduzione del rischio per una serie di condizioni clinicamente rilevanti. In particolare, il raggiungimento di una soglia pari a 7000 passi al giorno si associa a una riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause del 47% rispetto a un livello di 2000 passi al giorno, con un hazard ratio pari a 0,53 (IC 95%: 0,46–0,60).
Risultati analoghi sono stati osservati per l’incidenza di malattie cardiovascolari, dove si stima una riduzione del rischio del 25% (HR 0,75; IC 95%: 0,67–0,85), mentre la mortalità cardiovascolare si riduce anch’essa del 47% (HR 0,53; IC 95%: 0,37–0,77), benché quest’ultimo dato presenti una notevole eterogeneità tra gli studi considerati (I²=78%).
Anche sul fronte oncologico, l’incremento dell’attività motoria valutata in termini di passi giornalieri si associa a una riduzione della mortalità per cancro del 37% (HR 0,63; IC 95%: 0,55–0,72), mentre l’effetto sulla sola incidenza di neoplasie appare più modesto e statisticamente meno solido. Per quanto riguarda il diabete di tipo 2, l’analisi mostra una riduzione del rischio del 14% (HR 0,86; IC 95%: 0,74–0,99) per chi raggiunge i 7000 passi al giorno.
Nel dominio cognitivo, i dati disponibili indicano che lo stesso livello di attività (7000 passi/die) è associato a una riduzione del rischio di demenza pari al 38% (HR 0,62; IC 95%: 0,53–0,73), mentre per la salute mentale, in particolare per i sintomi depressivi, si osserva una riduzione del rischio del 22% (HR 0,78; IC 95%: 0,73–0,83). Infine, in relazione al rischio di cadute – con dati limitati a popolazioni anziane – si evidenzia una riduzione del 28% (HR 0,72; IC 95%: 0,65–0,81), sebbene la certezza dell’evidenza in questo caso sia stata giudicata molto bassa a causa dell’eterogeneità dei risultati.
L’analisi secondaria sul ruolo della cadenza (frequenza del passo) ha rivelato risultati meno coerenti. Solo per la mortalità totale è emersa una relazione inversa significativa con la cadenza massima su 30 minuti. Per altri esiti (cancro, diabete, depressione), i dati erano scarsi e spesso non indicavano associazioni indipendenti dal volume totale di passi.
Gli autori segnalano comunque diversi limiti: l’esiguo numero di studi per alcuni esiti (es. cancro e demenza), l’assenza di analisi stratificate per età nei casi più critici, possibili bias residui e la dipendenza da dispositivi con metodologie eterogenee. Nonostante ciò, il livello di evidenza (classificato secondo il sistema GRADE) è stato giudicato moderato per quasi tutti gli esiti principali, eccetto per la mortalità cardiovascolare (basso), l’incidenza di cancro (basso), la funzione fisica (basso) e le cadute (molto basso).
Questa revisione rappresenta finora la sintesi più ampia disponibile sul tema, e conferma che anche livelli moderati di attività misurata in passi quotidiani sono associati a benefici sostanziali per la salute. Se i 10.000 passi restano un obiettivo valido per soggetti attivi, i 7000 passi al giorno rappresentano una soglia realistica e clinicamente rilevante per la maggioranza della popolazione adulta.
Fonte:
Ding D, Nguyen B, Nau T, et al. Daily steps and health outcomes in adults: a systematic review and dose-response meta-analysis. The Lancet Public Health, Volume 10, Issue 8, e668 – e681

