Dall’inglese “Disease Mongering”, si riferisce alla pratica di ampliare i confini diagnostici di una malattia o di promuoverne aggressivamente la consapevolezza pubblica al fine di espandere il mercato per un trattamento specifico. Rientrano nel “disease mongering” anche medicalizzazione di condizioni normali o la sovrastima della prevalenza e gravità di una malattia.
Le conseguenze possono essere:
- Sovra-diagnosi e sovra-trattamento: aumento dell’uso di farmaci e procedure mediche non necessarie (esami diagnostici e trattamenti), con potenziali rischi per la salute e spreco di risorse.
- Medicalizzazione della vita: Trasformare esperienze umane normali in problemi medici, con conseguente aumento dell’ansia e della dipendenza dai farmaci.
- Erosione della fiducia nel sistema sanitario: Minare la fiducia dei pazienti nei medici e nelle istituzioni sanitarie.
- Aumento dei costi ingiustificato per il sistema sanitario.

