
Un “invited commentary” pubblicato su JAMA Internal Medicine sottolinea alcune importanti tematiche emerse dallo studio di Daskivich et al., che ha analizzato un’ampia coorte di uomini del Veterans Affairs Health System sulla preoccupante tendenza al sovratrattamento del carcinoma prostatico in uomini con aspettativa di vita limitata. I dati, raccolti tra il 2000 e il 2019 su 243.928 individui, mettono in luce come, nonostante le linee guida scoraggino trattamenti aggressivi in pazienti con aspettativa di vita inferiore a 10 anni, il sovratrattamento persista, in particolare nei casi di malattia a rischio intermedio e alto.
La ricerca si è focalizzata sull’evoluzione delle pratiche terapeutiche nell’era della sorveglianza attiva, stimando l’aspettativa di vita con il Prostate Cancer Comorbidity Index (PCCI). Gli uomini con aspettativa di vita inferiore a 10 anni e malattia a rischio da basso a intermedio, e quelli con aspettativa di vita inferiore a 5 anni e malattia ad alto rischio, sono stati considerati a rischio di sovratrattamento, se sottoposti a interventi chirurgici o radioterapici.
Nell’arco di tempo considerato dallo studio, la proporzione di pazienti trattati con chirurgia e radioterapia è diminuita per la malattia a basso rischio (dal 37,4% al 14,7%; -22,7%), ma è aumentata per la malattia a rischio intermedio (dal 37,6% al 59,8%; +22,1%).
Per i pazienti con aspettativa di vita inferiore a 5 anni e tumore ad alto rischio, il tasso di trattamenti aggressivi è salito significativamente (dal 17,3% al 46,5%; +29,3%). La radioterapia è risultata il trattamento predominante (questo perché la maggior parte degli uomini con un’aspettativa di vita limitata presentava multimorbilità ed era poco candidabile alla chirurgia).
Gli autori del commento sottolineano che il carcinoma prostatico localizzato raramente causa sintomi e che l’eccessiva enfasi posta sullo screening PSA (antigene prostatico specifico) nei pazienti con aspettativa di vita limitata distrae dall’attenzione verso comorbilità più significative. L’overscreening inoltre comporta rischi tangibili, tra cui disfunzioni intestinali, vescicali e sessuali legate alla radioterapia, che rimane, come abbiamo detto, la modalità più utilizzata in questi pazienti.
Per arginare il fenomeno del sovratrattamento del carcinoma prostatico in uomini con aspettativa di vita limitata, è essenziale adottare un approccio integrato e multidimensionale, sostengono gli autori. La stima accurata dell’aspettativa di vita deve diventare parte integrante dei flussi di lavoro clinici, attraverso l’utilizzo di strumenti validati come ePrognosis, che possono supportare i medici nella personalizzazione delle decisioni terapeutiche. Parallelamente, è cruciale migliorare la comunicazione con i pazienti: “Le parole utilizzate per discutere l’aspettativa di vita in relazione all’interruzione dello screening e all’evitamento di trattamenti aggressivi sono fondamentali. I pazienti presentano preferenze diverse riguardo alla condivisione di informazioni sull’aspettativa di vita, e alcuni potrebbero non voler affrontare questo argomento”. La discussione andrebbe quindi centrata sulle priorità di salute generale, evidenziando come uno screening o un trattamento aggressivo possano distogliere l’attenzione da problemi più impattanti.
Un cambiamento sistemico è necessario per sostenere i medici, che devono essere adeguatamente supportati nel condurre discussioni complesse e potenzialmente sensibili, tenendo conto del tempo e della delicatezza richiesti per affrontare temi di questo tipo. È altrettanto importante avviare un’educazione pubblica che riduca il timore radicato verso il cancro, promuovendo una comprensione razionale dei rischi legati alla sovradiagnosi e al sovratrattamento, che spesso risultano sottovalutati dai pazienti. Questo approccio combinato, che integra strumenti prognostici, comunicazione efficace e interventi strutturali, è fondamentale per affrontare le criticità della gestione del carcinoma prostatico e per concentrare le cure mediche su ciò che realmente migliora la qualità di vita dei pazienti.
Fonti:
- Schoenborn NL, Walter LC. Do Not Wait to Consider Life Expectancy Until After a Prostate Cancer Diagnosis. JAMA Intern Med. 2024 Nov 11. doi: 10.1001/jamainternmed.2024.6020
- Daskivich TJ, Luu M, Heard J, Thomas IC, Leppert JT. Overtreatment of Prostate Cancer Among Men With Limited Longevity in the Active Surveillance Era. JAMA Intern Med. 2024 Nov 11:e245994. doi: 10.1001/jamainternmed.2024.5994

